Quale futuro per il mondo degli eventi?

Un tema molto dibattuto e di scottante attualità è quello relativo al settore degli eventi.

La pandemia, il distanziamento sociale e la paura di avere contatti con il mondo esterno ha messo in ginocchio un business che, dopo lo shock iniziale, soltanto adesso sta cercando di ridisegnare i suoi confini, adattandosi a linee guida ed esigenze tutte nuove.

Per un po’ scordiamoci gli eventi a cui eravamo abituati e, in qualità di addetti ai lavori, rimbocchiamoci le maniche cercando di cogliere le occasioni che questo momento storico ci offre. Da ogni guerra, disastro, pandemia, la storia ci insegna che sono sempre nate nuove occasioni e possibilità. E sicuramente sarà così anche per l’emergenza che stiamo vivendo.

Non c’è dubbio che il futuro di questo settore sia molto incerto, in balia dell’evoluzione di un virus che non sappiamo quando e se ci lascerà. Anche qualora un vaccino fosse trovato in tempi brevi (dicembre 2020?) il settore ha una urgente necessità di reinventarsi per non rischiare di venire completamente spazzato via dagli eventi (scusate il gioco di parole).

Ma veniamo a noi.

La tendenza che attualmente sta prendendo piede prepotentemente è quella di organizzare eventi virtuali.

Per i più sicuramente non sarà la stessa cosa, visto che andremo a perdere tutta la sfera emozionale che consegue alla presenza fisica, alla prossemica e all’intrattenere rapporti sociali. Tutte abitudini che facevano parte tout court di un modo di stare insieme che abbiamo sempre dato per scontato.

Le attività si stanno reinventando – pensate a bar, ristoranti, al mondo delle discoteche, del wedding e così via -, per fare in modo di rendere quanto più possibile light questo allontanamento, adottando e studiando misure alternative.

Il tentativo è quello di mandare avanti il business, ma senza annullare totalmente la socialità, lasciando uno spiraglio aperto per la convivialità. Quindi via a distanziamento sociale, sanificazione continua, utilizzo di mascherine, guanti, misurazione della temperatura con termoscanner etc…  Attualmente l’urgenza è appunto quella di offrire soluzioni alternative che permettano comunque di intrattenere rapporti e una comunicazione con i propri commensali, amici e ospiti. Recentemente ho intervistato due gestori di locali i quali (Governo e Regioni permettendo) quest’estate proporranno dinner show, eventi all’aperto, e tutte quelle soluzioni che permettano di fruire di spettacoli, concerti e live performance in totale sicurezza.

Pensate anche all’universo del wedding: un intero comparto è ai box in attesa di ricevere delle direttive, indicazioni e linee guida da seguire. Ma sono davvero tante le soluzioni e idee che gli addetti ai lavori vorrebbero –  se ne avessero la possibilità – proporre. Segnate in agenda: proprio di questo parlerò con la wedding planner di fama nazionale Glenda Marradi durante il ciclo di incontri L’Antivirus in programma il giovedì 21 maggio in diretta facebook alle 18.30 sulla pagina fb The Versilia Lifestyle. Per questo argomento quindi vi lascio in sospeso.

Glenda Marradi wedding planner

Tornando al discorso degli eventi online, chiaramente non ci riferiamo solo al “piccolo universo” di eventi social che stanno impazzando in rete (che spesso e volentieri, ahimè, sono organizzati da improvvisati), ma parliamo di quelli in streaming.

I vantaggi di spostare online fiere, congressi, conferenze o qualsiasi altro tipo di incontro di business, sono molteplici. Innanzitutto, la potenziale platea online è per ovvie ragioni molto più ampia di quella che può raccogliere un evento fisico. Per non parlare del risparmio sui costi e di tempo, la possibilità di scegliere relatori da qualsiasi parte del mondo, la sostenibilità ambientale e così via.

Proprio a questo proposito vi segnalo questo interessante articolo di Money.it che ha analizzato il contesto attraverso gli occhi di un insider, Roberto Silva Coronel, CEO & founder di MMM Group, che ha sviluppato una piattaforma per digital events, capace di simulare virtualmente uno spazio per eventi e di offrire l’intera gamma di servizi tipici di una manifestazione live, e non solo.

Insomma, il settore è  in continua evoluzione e, come potete vedere, solamente chi sarà in grado di reinventarsi e adattarsi al nuovo universo che si sta profilando potrà posizionarsi sul mercato e fare business.

Vi aspetto nel prossimo post!